La parte europea dell’accordo commerciale raggiunto tra Unione europea e Stati Uniti a Turnberry, in Scozia, il 27 luglio 2025 entrerà in vigore domani, primo luglio. Bruxelles rispetta così la scadenza del 4 luglio fissata dal presidente statunitense Donald Trump, che aveva minacciato un aumento dei dazi sulle esportazioni europee in caso di mancata attuazione degli impegni assunti.

L’applicazione del contestato accordo avviene tuttavia in una fase di rinnovata tensione tra Washington e Bruxelles. Lo scorso 26 giugno Trump ha minacciato di imporre un dazio del 100% sulle esportazioni verso gli Stati Uniti di qualsiasi Paese che introduca una tassa sui servizi digitali a carico delle grandi aziende tecnologiche americane.

Durante il briefing di mezzogiorno con la stampa a Palazzo Berlaymont, il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, ha affermato che l’UE ha mantenuto le proprie promesse, sottolineando che l’entrata in vigore dell’accordo rappresenta “un’ottima notizia per le relazioni transatlantiche”.

Il regolamento pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea si applicherà dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2029. “Ove opportuno, la Commissione presenterà, unitamente alla valutazione complessiva, una proposta legislativa per estendere il periodo di applicazione del presente regolamento”, si legge nel testo.

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L’intesa politica raggiunta nel luglio 2025 e successivamente recepita nella dichiarazione comune UE-USA del 21 agosto prevede l’eliminazione dei dazi residui dell’Unione sulle merci industriali statunitensi. Il regolamento introduce inoltre un accesso preferenziale al mercato europeo per alcune merci ittiche e per determinati prodotti agricoli statunitensi considerati non sensibili, attraverso contingenti tariffari e aliquote ridotte.

Il secondo provvedimento adottato dall’UE proroga invece la sospensione dei dazi sulle importazioni di astici, compresi quelli trasformati. La misura si applica secondo il principio della nazione più favorita e riguarda quindi le importazioni provenienti da tutti i Paesi, non soltanto dagli Stati Uniti.

La legislazione principale scadrà alla fine del 2029, salvo una successiva proroga. In un compromesso negoziato con gli Stati membri, il Parlamento europeo ha ottenuto l’inserimento di una clausola di scadenza che impone alla Commissione di presentare entro il 30 giugno 2029 una valutazione complessiva dell’impatto del regolamento sui flussi commerciali, sulle entrate doganali e sulle piccole e medie imprese. Solo sulla base di tale valutazione potrà essere proposta un’estensione.

Il testo contiene inoltre diverse clausole di salvaguardia. La Commissione potrà sospendere in tutto o in parte le concessioni tariffarie se gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni della dichiarazione comune, se adotteranno misure discriminatorie contro operatori europei o se comprometteranno l’accesso delle imprese dell’UE al mercato americano.

Una clausola specifica riguarda l’acciaio e l’alluminio. Se, al 31 dicembre 2026, Washington continuerà ad applicare dazi superiori al 15% sui prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio importati dall’Unione, Bruxelles potrà sospendere le preferenze previste dal regolamento per le merci interessate. I dazi statunitensi del 50% su acciaio e alluminio restano infatti fuori dal tetto tariffario del 15% previsto dall’intesa.

A questo proposito, la Commissione ha assicurato che i colloqui con l’amministrazione americana sono ancora in corso.

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